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lunedì 9 agosto 2010

Enuresi: un modo elegante per dire pipì a letto.

E' un bel problema, tanti bambini ne soffrono. Pare che colpisca più i maschietti delle bambine, e che sia abbastanza naturale fino ai sei anni ma che può andare avanti fino ai dodici o tredici anni.
Ma cosa succede davvero? Io posso dirvelo da mamma. Succede che il piccolo fa la pipi mentre dorme e bisogna inventarsi un sistema veloce per cambiarlo e farlo tornare a riposare asciutto e senza sensi di colpa. Innanzi tutto è bene non arrabbiarsi: non è colpa sua e non è colpa vostra. E' come il terremoto: è colpa della natura. I miei figli si mettevano a ridere quando dicevo loro così, quando verso la una di notte mi chiamavano per dirmi che c'era un letto bagnato. "mammaaaa, c'è stato il terremotoooo".
Affrontiamo dunque questo problemaccio prendendolo per le corna: la cosa migliore è la prevenzione, anche se questo è uno di quei casi in cui la prevenzione aiuta ma non risolve.
Per prevenzione usate una tela cerata molto grande, più è grande più è preventiva. La tela cerata si trova facilmente sia nei negozi online su internet sia nei negozi di teleria.

Mettetela fra il materasso e il lenzuolo: previene che il materasso si bagni. Vi conviene avere almeno due cerate in casa.
Prima del lenzuolo, stendete sulla cerata un asciugamano di spugna: la spugna assorbe velocemente ed è piacevolmente morbida e avvolgente, e dormire sulla cerata che è di plastica dà fastidio, fa sudare, invoglia a scoprirsi e quindi induce agli incidenti.

Seconda precauzione: prima di andar a nanna si fa pipì, sempre. Poi è meglio se verso la mezzanotte vi alzate voi a far fare la pipì ai bambini, anche se a loro non scappa, piuttosto che doverli cambiare nel cuore della notte. Io non mi lascerei tentare dai pannolini per adulti, perché fanno sentire sicuri, ma non aiutano i bambini a crescere. Al massimo si può cedere a questa abitudine quando si dorme fuori di casa, proprio per non rischiare brutte figure.
Non fate mai la sciocchezza di non rimettere la cerata dopo un incidente. Per esperienza vi posso assicurare che gli incidenti possono essere più di uno per notte, e ripulire un materasso bagnato è davvero un lavoro pesante.
Usate la seconda cerata che avete di sicuro in casa.
Altre precauzioni importanti sono quelle dei "non": non bere prima di andare a letto, non prendere freddo al pancino, non mangiare l'anguria a cena.
Se poi l'incidente capita, trasferite il bambino cambiatelo, lavatelo e rifate velocemente il letto. Più veloci siete, specie in inverno, meno possibilità ci sono che prenda freddo e ripeta l'incidente.
Consolatelo e coccolatelo, per il resto si deve solo aspettare: primo o poi passa.
Poi ci vorrà qualcuno che consoli voi per quell'ora di sonno persa mentre il sole che si sta già alzando ed è già tempo di correre al lavoro.
Io posso solo assicurarvi che ho passato i primi tre anni dei miei figli, cioè in pratica sei anni, con una leggera nuvoletta di nebbia che mi circondava la testa. Non capivo mai bene cosa mi succedesse intorno e questo mi aveva dato la fama di sognatrice e di anima spirituale, poco attaccata alle cose terrene, e irraggiungibile. Pare che in quei momenti io fossi ammirata e desiderata come non mi è mai più capitato nella mia vita.
Ed era il risultato dei risvegli notturni continui e della mancanza di sonno . Peccato che non fossi nelle condizioni per potermene rendere conto ed approfittarmene.



domenica 8 agosto 2010

Lo vedete che ore sono?

Si, sono davvero le 2,28 del mattino di una domenica di agosto, mi trovo in Padania, il fuso orario è quello normale, e io sono qui a scrivere un post sul Blog. Non chiedetevi cosa ci faccia in piedi a quest'ora e perché non sono a dormire o a divertirmi. Sto facendo la mamma e le mamme, fino a che hanno la resistenza per farlo, il sabato sera aspettano che i figli e le figlie tornino a casa dai bagordi.
Ci sono due momenti della maternità e delle paternità ( ma ho l'impressione che i papà siano più furbi) in cui davvero non si dorme: uno è quando i bambini sono piccoli, l'altro quando son grandi. Non dico grandissimi, diciamo dalla età della patente in poi, se siete fortunati. non chiedetemi quando questo finirà perché non lo so. Probabilmente l'ultimo giorno, forse, sarà quello del loro matrimonio, o convivenza, o quando vanno a vivere da soli.
Quando i bambini sono piccoli non c'è scelta: la notte si resta alzati per giocare, per cullarli, per allattarli, per cambiarli, per assisterli durante un febbrone, per farli addormentare. Poi si prende l'abitudine e si finisce per stirare, cucire, e per fare di notte tutte quelle cose che durante il giorno non si riesce a fare in tranquillità.
Poi, verso i sei, sette anni del vostro bambino più piccolo, vi rendete conto che in una settimana avete dormito sette notti su sette e gridate al miracolo. Non vi pare vero, ma da quel momento in poi fino al momento in cui cominciano ad uscire il sabato sera siete salvi. Si dorme.
Il consiglio che do ai genitori che non sono ancora arrivati ll'età dell'adolescenza è quello di essere rigidissimi sugli orari di rientro la sera. No, non è perché non vi fidate di vostro figlio, tanto se ha voglia di fare qualche stupidata la può fare anche di giorno. Il motivo è ben diverso: prima rientrano in casa, prima riuscirete ad addormentarvi.
ecco questa è la realtà:,mentre i vostri figli sarano fuori a divertirsi, voi imparerete a distinguere i suoni dei vari tipi d ambulanza da quello della polizia, sentirete attere le ora dell'orologio della vostra vicina di casa o del campanile della Chiesa, sentirete cantare i grilli, ma non dormirete, al massimo potrete riposare. l'ansia cesserà solo quando sentirete io suono delle chiavi nella toppa della porta ed in quel momento cadrete addormentati
Allora si riprendono le vecchie abitudini e il sabato sera notte si stira , si cuce, e si scrivono i post sui blog fino a quando i ragazzi non rientrano in casa, e voi potrete andare a dormire tranquilli. tanto, domani e domenica e per fortuna è festa.