Come fotografa, cineasta o altro sono davvero negata, ma ho un telefonino che ha una videocamera quasi decente, anche se l'audio è penoso; così finisce sempre che video e fotografie le faccio io, anche perché è molto comodo poi scaricarle sul computer. Ci si mette davvero un attimo e non c'è bisogno di molto lavoro. Così finisco per preferire il naturale video, non lavorato, non migliorato e soprattutto non modificato, ma assolutamente reale. Il video che vi propongo oggi è quello della festa delle associazioni cui abbiamo partecipato come associazione Orsetti padani con due iniziative: la prima è quella di cui vi ho parlato più che ampiamente ed è il Facciamo cambio? E' una cosa facile e divertente, ma che ad Ossona ha sconvolto un po'. Puro scambio di giocattoli a prescindere dalla dimensione e dal costo. Unico valore di scambio è l'interesse che i giochi suscitano in un bambino. La giornata è andata molto bene. Lo scambio di giocattoli è stato vivace e la polenta e zola ottima. C'è anche una bella foto e un articolo sul settimanale Settegiorni insieme alle altre Associazioni di volontariato del paese.
Le mamme degli orsetti non sono orse. Le mamme degli Orsetti sono mamme che, pensando al futuro dei bambini, oltre al resto si sono prese a cuore il progetto della realizzazione della Padania.
Visualizzazione post con etichetta orsetti padani. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta orsetti padani. Mostra tutti i post
venerdì 13 dicembre 2013
lunedì 18 novembre 2013
Un punto di vista su affidamento e adozioni ai gay
A me la questione fa un po' ridere perchè, persino quando ero piccola io, sui libretti delle assenze c'era scritto in due righe diverse "firma del genitore o di chi ne fa le veci". Non vi è nulla di strano nè di particolare. L'unica cosa ridicola e cercare di trasformare una dicitura comune in un momento di lotta per un diritto.
E' un po' come se si facesse un lotta per ottenere gli assegni familiari ( esempio che faccio a caso) e poi quando qualcuno fa notare che ci sono già, ci si mettesse a gridare:" Abbiamo vinto"
Viene da ridere.
La cosa però non deve degenerare perché la faccenda del genitore 1 e genitore 2 sembra aprire la strada alla possibilità di continuare la numerazione, e questa è una cosa che non va bene. Ci sono alcuni infatti che cercano la possibilità di condividere la patria podestà di figli avuti da un primo matrimonio con un secondo compagno o compagna.
Sia che la motivazione sia inconsapevole o meno,il risultato sarebbe uguale: porterebbe all'esclusione di fatto del genitore non convivente dalla vita dei figli, a favore di un genitore numero 3 che ne prenderebbe di fatto il posto. Insomma, quello cui sono contraria è il numero tre: cioè che un bambino si trovi ad avere legalmente tre genitori con patrie podestà condivise e questo vale sia per le coppie gay, ma soprattutto per le coppie etero di fatto, in cui magari dei genitori separati e che formano una nuova coppia tentano di estromettere il genitore non più convivente dalla vita dei figli, sostituendolo con il nuovo compagno.
Riguardo al secondo argomento ho un mio modo di vedere forse più articolato rispetto al tema generale e magari anche originale. So che un mio difetto è la caccia al particolare, ma credo che sia importante sottolineare alcune cose.
Sia chiaro, sono contraria all'adozione generica da parte delle coppie gay, ma lo sono anche per quella da parte delle coppie etero troppo anziane o che desiderano troppo intensamente un figlio, sono anche abbastanza contraria a trasferire i bambini da un posto all'altro ( nel caso dell'adozione internazionale) se non in casi particolari, o quando sono molto piccoli.
Sono fermamente convinta che l'adozione debba essere fatta su misura del bambino, e non su misura dei genitori e che la nuova situazione deve essere il più vicina possibile a quella della vecchia famiglia. A parte casi particolari, i bambini dovrebbero essere adottati da parenti, o dai padrini del battesimo e della cresima, se i genitori erano religiosi. Insomma devono rimanere nella loro cultura e nel loro ambiente, se questo gli garantisce l'affetto di cui hanno bisogno. E se fra parenti dei genitori ci sono dei gay, uno zio o una zia, cui il bambino vuol bene e che vogliono bene a quel dato bambino, non ci sono controindicazioni, una volta che il tribunale, come fa in tutti i casi di affido e adozione (in qualsiasi situazione), ha controllato che dal punto di vista morale e di vita sia tutto in ordine.
Dell'Affido invece vorrei dire che che bisogna sempre ricordare che non è l'adozione; anzi, se si sceglie e si diventa genitori affidatari, cioè coppie o famiglie che danno al loro disponibilità ad accogliere dei bambini la cui famiglia è temporaneamente in difficoltà, non si può essere famiglie che chiedono l'adozione.
C'è una enorme differenza fra l'affidamento pre-adottivo e l'affidamento temporaneo . Chi fa da famiglia affidataria temporanea, rinuncia consapevolmente alla possibilità dell'adozione nell'interesse delle famiglie dei bambini.
Anche gli affidi si fanno prima in famiglia e solo quando si sono escluse tutte le possibilità di restare all'interno dei rapporti e legami,ci si rivolge a delle famiglie estranee. IL motivo è sempre lo stesso, cercare di evitare ai bambini situazioni traumatizzanti e permettere loro continuare la loro vita in modo che i problemi dei genitori siano il meno influenti possibile sulla loro crescita. Quindi una coppia gay, se fa una vita adatta ad ospitare seguire temporaneamente un bambino e se il legame con la famiglia di origine è tale per cui il bambino si sente al sicuro con loro, non ci sono controindicazioni a priori al fato che abbiano il bambino in affidamento.
Questo però non rende la coppia gay adatta a diventare affidatari, cioè una di quel gruppo di estranei cui sono affidati i bambini che non hanno trovato all'interno dl loro alveo parentale qualcuno in grado di accoglierli.
Io non so bene cosa sia successo a Bologna al di là di quello che è stato scritto da giornali o dai media delle associazioni gay che hanno pensato di dar risalto al fatto che un bambina sarebbe stata data in affidamento temporaneo a una coppia gay.
Questo non l'ho detto durante la trasmissione, però lo dico adesso. Il fatto è stato divulgato e giustamente ha avuto le risposte che tale divulgazione meritava, ma è stato un gravissimo errore. I motivi sono molti: un di questi è che, se le cose sono andate come sono state raccontate, se per quella data bambina era stata trovata una soluzione soddisfacente e non traumatizzante affidandola a degli amici di famiglia gay, ora dopo il clamore il giudice potrebbe ripensarci, perché la bambina sarà identificabile e perché parleranno di lei. Quindi la diffusione della notizia si tramuterà in ogni caso in un danno per la bambina.
Un altro motivo è che la notizia ha scandalizzato moltissimo perché spiegata male, e ora tutti pensano che i giudici siano matti. Soprattutto lo penseranno quelle persone che sono in attesa di essere giudicate idonee all'adozione.
Quindi questa notizia danneggerà anche loro e il rapporto di fiducia che deve instaurarsi fra tutti quelli che collaborano alla riuscita di una adozione, che come si è già detto non è una cosa facile e può anche fallire.
giovedì 31 ottobre 2013
Buon Samonios e Buona festa dei Santi e dei Morti ( che sono poi la stessa cosa) a tutti!
Come vedete le registrazioni Youtube delle trasmissioni di Rpl sono tornate online. Diventiamo sempre più bravi. Anzi, lo diventano i registi che ora hanno un compito in più oltre a seguire le trasmissioni di Radio Padania.
Vorrei raccontare perché questa settimana è stata difficile: sono successe due o tre cose che mi hanno creato problemi. La prima e più importante è che lunedì sono dovuta andare al mio paese, Santa Lucia di Quistello, in provincia di Mantova a vedere come sta la mia zietta, che vive lì e stà affrontando da sola tutti i disagi del terremoto che ha colpito anche la nostra casa di famiglia
Ve lo dico adesso e lo dirò anche settimana prossima anche se non è proprio un argomento da Orsetti padani: noi mantovani continuiamo a pagare le accise della benzina con la quota per il terremoto del Belice, ma per le nostre case lo stato italiano ha fatto meno di niente, non un soldo, non un finanziamento. Una cosa che grida guerra e offende profondamente. Se non lo avessi già saputo da 25 anni, dopo questa esperienza sarei certa dell'ingiustizia profonda dell'esistenza dello stato italiano.
Poi c'è un'altra cosa che questa settimana mi ha creato qualche guaio, anche se certamente non allo stesso livello di preoccupazione e arrabbiature che mi hanno procurato le vicende legate al terremoto mantovano.
Dallo scorso luglio i giornali della mia zona hanno cominciato a pubblicare una falsa notizia di una mia ( falsa) espulsione dalla Lega nord...
Ovvio che la cosa mi ha fatto molto arrabbiare: so di avere delle debolezze. Una di questa è quella piccola tesserina da som della lega nord che ho da 14 anni e mezzo. Persino il momento in cui mi è stato chiesto di entrare a far parte dei soci attivi della lega, nel 1998, è impresso nella mia mente. Ero già una delle mamme degli orsetti padani e la politica non mi piaceva, ma la lega nord mi aveva conquistata sin dal 1990, perchè vi trovavo persone che avevano il mio stesso modo di pensare e di vedere.
Quindi , quando me lo chiesero, con un giro di parole del genere " Senti, sappiamo che sei negli orsetti padani, che collabori con Radio Padania, partecipi sempre a tutte le manifestazioni e alle iniziative, ma non sei tesserata. Posso chiederti come mai? forse è una scelta....
" Come mai? Non lo so, nessuno me lo ha mai chiesto"
" E se ti proponessi di fare la tessera da militante? non ti sentire obbligata, ma se fai così tanto, perchè non tesserarsi?
Ceto che voglio la tessera: cosa devo fare per essere militante?
" compilare questa domanda"
Presa compilata e consegnata.
"Ecco fatto. quando mi dai la tessera?
Ci misero quasi un anno a passare la mia militanza, seguendo tutte le regole: nemmeno quelli erano momenti facili. Finalmente nel novembre del 1999 ebbi la mia tesserina e ne sono sempre stata particolarmente orgogliosa.
Insomma, ve lo dico semplicemente.
Se qualcuno tocca la mia tessera, lo fulmino. E' la mia debolezza. Sono affezionata a quei cartoncini.
E i giornali mi hanno fatto arrabbiare.
E siccome pare che da arrabbiata io sia particolarmente buffa, Il nostro regista Roberto Colombo ha voluto darmi una mano testimoniando che, eh beh, sono ancora qui e ancora con la mia tessera Som Lega nord pura e senza macchie.
Adesso però ascoltate la trasmissione in cui parlo delle nostre iniziative di mamme e papà padani e Buon Samonios a tutti!
lunedì 21 ottobre 2013
Gli orsetti Padani sul diritto di cittadinanza dei bambini (lo ius solis)
Da questo sabato sono ripresi gli Hangout di RPL ma solo nel pomeriggio, quindi la pubblicazione delle registrazioni di Maramao sarà la prossima settimana. Questo sistema per trasmettere è molto interessante, apre la strada ad un oceano di redazioni differenti e di voci particolari. Un computer un tablet e una connessione internet e la nostra Radio Padania, oltre alle telefonate degli ascoltatori, potrà gestire decine e decine di redazioni differenti sparse per tutta la Padania.
Devo ammettere che trovo la questione molto intrigante. Fa venir voglia di lavorare.
Parliamo ora però della puntata di Maramao di sabato 19 ottobre, che si è incentrata su alcuni argomenti piuttosto importanti peri genitori padani e su alcune notizie.
Essere mamma e papà non limita la vita e le prospettive ma le amplia: solo che certe volt , quando ci si muove con i bambini bisogna fare i conti con una società fatta per gli adulti oppure con iniziative esclusivamente a misura di bambino. Non è il modo giusto. Quando una famiglia con bambini deve decidere come passare il tempo insieme deve trovare qualcosa che soddisfi tutti, grandi e bambini. Anche quando ci si interessa di politica, che normalmente è considerata una questione per adulti, deve esserci l'attenzione alle famiglie con i bambini. Per questo l'associazione Orsetti padani tormenta, in senso buono, le sezioni della lega nord, perché, quando organizza feste e iniziative, tenga conto anche della presenza di mamme papà che vogliono portare con sé i bambini.
Gli orsetti padani propongono alle sezioni della lega nord uno scambio equi. Noi Orsetti padani facciamo grande pubblicità alla festa, tramite Radio Padania e tutti in nostri mezzi, ma in cambio mettete un gazebo, un piccolo spazio, durante la festa, in cui i bambini possano divertirsi conoscersi giocare, disegnare. Uno spazio Orsetti padani.
Si può andare dall'organizzare lo spazio per il castello gonfiabile, che è la passione dei più piccoli fino ad una postazione del progetto "facciamo cambio?" che è un po' più impegnativo ma molto coinvolgente. Non c'è il realtà bisogno di grandi cose. Ad esempio si può organizzare un piccolo concorso di disegno, per gioco, in cui i bambini, utilizzando il retro dei manifesti vecchi della lega nord, possono disegnare quello che vogliono.
La sezione della Lega Nord di Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, ha accettato questo scambio e buona parte della trasmissione è stata dedicata alla festa.
Abbiamo poi affrontato un tema piuttosto importante. La lega nord di Treviso ha rifiutato di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri, ed è stata attaccata molto duramente.
Bene noi come associazione Orsetti padani, siamo perfettamente d'accordo che in nessun modo deve essere data la cittadinanza italiana ai minori di 18 anni, nemmeno quella onoraria, che oltretutto è anche una presa in giro
La motivazione è molto semplice. La carta di diritti del fanciullo stabilisce che non si possono portare via i bambini ad un popolo.Togliere i bambini ai genitori, a meno che non si sia in presenza di un grave problema di abusi è un crimine contro l'umanità. Dare la cittadinanza ai bambini stranieri prima che abbiano l'età per scegliere consapevolmente qual'è il loro interesse e dove vogliono vivere è un abuso contro di loro e un crimine contro il loro popolo.
Inoltre esistono dei gravi problemi pratici: se un bambino è cittadino italiano avrà un giudice tutelare, al posto dei genitori, non potrà essere inserito sui passaporti dei genitori e se i suoi genitori vogliono tornare al loro paese, anche solo per una vacanza, dovranno abbandonare qui il loro figlio perchè se lo portassero con loro commetterebbero il reato di sottrazione di minore.
Piuttosto che cercare di distruggere le famiglie con atti che sono contrari a qualsiasi principio morale, il governo, la sinistra in generale e tutti quelli che sostengono la tesi dello ius solis, dovrebbero darsi da fare e far funzionare il sistema delle pratiche burocratiche per ottenere la cittadinanza da parte di persone che hanno pieno diritto di averla perchè regolari, perchè qui da moltissimi anni e perchè rispettano le leggi. Invece, più di una volta mi sento dire da persone che ottenere la cittadinanza italiana seguendo le regole è difficilissimo perché gli avocati chiedono moltissimi sodi per istruirla, perchè a Roma perdono le pratiche, perchè ogni momento ci sono nuove richieste di documenti costosissimi e inutili, e oltretutto non esistono uffici in cui consegnare le pratiche se non a Roma o a Genova. Il culmine della esasperazione lo ha raggiunto una persona che mi ha raccontato che non le hanno accettato la pratica inviata per posta certificata dello stesso governo.
Insomma, la situazione è come al solito fantascientifica: le persone oneste che vogliono ottenere la cittadinanza italiana perché ci tengono sono vessate dallo Stato prima ancora di cominciare ad essere italiani e chi invece si comporta disonestamente ottiene regali e facilitazioni.
A questo punto dico agli stranieri onesti, specialmente ai bambini, che non capisco perché mai dovrebbero voler essere italiani. Io farei di tutto pur di liberarmi della cittadinanza italiana e avere solo quella della Padania. Piuttosto, cerchiamo di costruire uno Stato che si comporti in modo logico e sereno e che la smetta di inventarsi certe stupidaggini come lo ius solis.
Buona Padania a tutti.
Devo ammettere che trovo la questione molto intrigante. Fa venir voglia di lavorare.
Parliamo ora però della puntata di Maramao di sabato 19 ottobre, che si è incentrata su alcuni argomenti piuttosto importanti peri genitori padani e su alcune notizie.
Essere mamma e papà non limita la vita e le prospettive ma le amplia: solo che certe volt , quando ci si muove con i bambini bisogna fare i conti con una società fatta per gli adulti oppure con iniziative esclusivamente a misura di bambino. Non è il modo giusto. Quando una famiglia con bambini deve decidere come passare il tempo insieme deve trovare qualcosa che soddisfi tutti, grandi e bambini. Anche quando ci si interessa di politica, che normalmente è considerata una questione per adulti, deve esserci l'attenzione alle famiglie con i bambini. Per questo l'associazione Orsetti padani tormenta, in senso buono, le sezioni della lega nord, perché, quando organizza feste e iniziative, tenga conto anche della presenza di mamme papà che vogliono portare con sé i bambini.
Gli orsetti padani propongono alle sezioni della lega nord uno scambio equi. Noi Orsetti padani facciamo grande pubblicità alla festa, tramite Radio Padania e tutti in nostri mezzi, ma in cambio mettete un gazebo, un piccolo spazio, durante la festa, in cui i bambini possano divertirsi conoscersi giocare, disegnare. Uno spazio Orsetti padani.
Si può andare dall'organizzare lo spazio per il castello gonfiabile, che è la passione dei più piccoli fino ad una postazione del progetto "facciamo cambio?" che è un po' più impegnativo ma molto coinvolgente. Non c'è il realtà bisogno di grandi cose. Ad esempio si può organizzare un piccolo concorso di disegno, per gioco, in cui i bambini, utilizzando il retro dei manifesti vecchi della lega nord, possono disegnare quello che vogliono.
La sezione della Lega Nord di Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, ha accettato questo scambio e buona parte della trasmissione è stata dedicata alla festa.
Abbiamo poi affrontato un tema piuttosto importante. La lega nord di Treviso ha rifiutato di concedere la cittadinanza onoraria ai bambini stranieri, ed è stata attaccata molto duramente.
Bene noi come associazione Orsetti padani, siamo perfettamente d'accordo che in nessun modo deve essere data la cittadinanza italiana ai minori di 18 anni, nemmeno quella onoraria, che oltretutto è anche una presa in giro
La motivazione è molto semplice. La carta di diritti del fanciullo stabilisce che non si possono portare via i bambini ad un popolo.Togliere i bambini ai genitori, a meno che non si sia in presenza di un grave problema di abusi è un crimine contro l'umanità. Dare la cittadinanza ai bambini stranieri prima che abbiano l'età per scegliere consapevolmente qual'è il loro interesse e dove vogliono vivere è un abuso contro di loro e un crimine contro il loro popolo.
Inoltre esistono dei gravi problemi pratici: se un bambino è cittadino italiano avrà un giudice tutelare, al posto dei genitori, non potrà essere inserito sui passaporti dei genitori e se i suoi genitori vogliono tornare al loro paese, anche solo per una vacanza, dovranno abbandonare qui il loro figlio perchè se lo portassero con loro commetterebbero il reato di sottrazione di minore.
Piuttosto che cercare di distruggere le famiglie con atti che sono contrari a qualsiasi principio morale, il governo, la sinistra in generale e tutti quelli che sostengono la tesi dello ius solis, dovrebbero darsi da fare e far funzionare il sistema delle pratiche burocratiche per ottenere la cittadinanza da parte di persone che hanno pieno diritto di averla perchè regolari, perchè qui da moltissimi anni e perchè rispettano le leggi. Invece, più di una volta mi sento dire da persone che ottenere la cittadinanza italiana seguendo le regole è difficilissimo perché gli avocati chiedono moltissimi sodi per istruirla, perchè a Roma perdono le pratiche, perchè ogni momento ci sono nuove richieste di documenti costosissimi e inutili, e oltretutto non esistono uffici in cui consegnare le pratiche se non a Roma o a Genova. Il culmine della esasperazione lo ha raggiunto una persona che mi ha raccontato che non le hanno accettato la pratica inviata per posta certificata dello stesso governo.
Insomma, la situazione è come al solito fantascientifica: le persone oneste che vogliono ottenere la cittadinanza italiana perché ci tengono sono vessate dallo Stato prima ancora di cominciare ad essere italiani e chi invece si comporta disonestamente ottiene regali e facilitazioni.
A questo punto dico agli stranieri onesti, specialmente ai bambini, che non capisco perché mai dovrebbero voler essere italiani. Io farei di tutto pur di liberarmi della cittadinanza italiana e avere solo quella della Padania. Piuttosto, cerchiamo di costruire uno Stato che si comporti in modo logico e sereno e che la smetta di inventarsi certe stupidaggini come lo ius solis.
Buona Padania a tutti.
domenica 13 ottobre 2013
Radio Padania libera, Maramao: la Scuola e i bambini diversamente abili
Questa settimana il servizio di youtube per le registrazioni delle trasmissioni di Radio Padania libera ha avuto qualche problema. Siamo ancora in fase di sperimentazione e può capitare. Siamo abituati ad imparare e a migliorarci continuamente e quindi abbiate pazienza. Riprenderemo con le registrazioni video di Maramao il prima possibile.
Maramao è comunque andato in onda come al solito, con me come conduttrice dello spazio che radio Padania concede ai genitori e ai bambini che si riconoscono nei principi ispiratori della nostra associazione, gli Orsetti padani.
I temi questa volta erano generici e andrebbero approfonditi uno ad uno, Abbiamo parlato di amore dei bambini, di insegnanti di sostegno e di insegnanti che devono affrontare gravi problemi come quello di insegnare in classi composte da bambini che appartengono a molte etnie differenti e che sono qualche volta a anche portatori di handicap fisici, psicologici o psichiatrici.
Parliamo prima dell'amore dei bambini: "che bello portare la vita dentro di sè" dice la canzone Madre Terra che usiamo spesso come sigla della nostra trasmissione. In effetti è vero, portare la vita dentro di sè è una esperienza che sa di miracoloso. Si può dire centinaia di volte che le donne che diventano madri sono tante che tantissime partoriscono, ma è inutile. Quando capita a noi di avere un figlio, quello che nasce è il primo bambino apparso sulla terra. Non è uguale agli altri; possiamo far anche finta di essere democratiche e dire che anche gli altri bambini sono un miracolo di bellezza e bravura, ma sappiamo che non è vero, e che il nostro bambino supera tutti gi altri. Siamo madri, tutte, anche quelle adottive, e il nostro amore e orgoglio va oltre il comprensibile.
Un amore che coinvolge anche papà. perché come si diceva in Radio, se l'amore di un bambino per la mamma è esclusivo e dipende tantissimo anche dal bisogno della madre che ha il bambino, in fatto di cibo e di cure, e di rassicurazioni, l'amore che il bambino prova per il papà è il primo affetto concesso per libera scelta. Un bambino non è obbligato ad amare suo padre: lui non sa di latte, non ha le tette, non sempre cambia i pannolini e non sempre coccola la notte, e certe volte non ha nella voce quella nota particolare che la natura dona a chi diventa madre. Perciò si può dire che un bambino ama il papà per un suo atto di libera scelta.
Ieri a Torino, alla manifestazione della lega nord contro l'immigrazione clandestina, una papà mi ha detto che si è sentito molto felice per queste parole e finalmente "riscattato" dal riconoscimento del suo lavoro di padre.
Il secondo argomento di cui abbiamo parlato è stata la riapertura dell'asilo nido degli Orsetti padani. Una cosa importantissima di cui parleremo anche in un altro post apposito, perchè a Milano c'è una lista d'attesa per il posto nido composta da più di mille bambini, in cui i bambini milanesi, cioè residenti a Milano, sono i più penalizzati: in questa situazione drammatica in cui l'assessore Capelli non sa cosa fare, la Lega Nord regala al quartiere di Affori 12 posti nido, a prezzo scontato in va Colombi. Un piccolo nido con giardino, come ce ne sono pochi a Milano perfettamente attrezzato e che ha ancora le iscrizioni aperte. Si tratta del nido degli Orsetti padani.
Il terzo argomento, molto importante e che merita un ulteriore approfondimento è quello delle classi scolastiche con troppi bambini stranieri, e troppi bambini disabili e delle insegnanti di sostegno.
Non tutti sanno che anche se la scuola è statale, lo Stato non passa l'insegnante di sostegno per tutto il tempo che un bambino con problemi passa a scuola. Anzi, in questi casi si arriva a dei paradossi senza senso in cui le ore dell'insegnate di sostegno statale sono spesso concesse in modo proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta del bambino.
Un esempio di come funziona il ssitema potrebbe essere questo: ad un bambino è stato riconosciuto il 10% di invalidità e il diritto ad avere un programma scolastico personalizzato per poter arrivare ai livelli degli altri con tempi suoi compatibili con il suo handicap. E' inserito in una classe con altri 19 bambini della sua età con 6 bambini stranieri che non conoscono l'italiano. si tratta di una classe che rispetta le regole, cioè non più del 30 % di bambini stranieri per classe e non più di 20 alunni in una classe che comprende un bambino diversamente abile.
Al bambino, per poter portare avanti il suo programma personalizzato è assegnata un'insegnante di sostegno. per il 10% del tempo che trascorre a scuola, dato che ha una invalidità del 10%, cioè 48 minuti al giorno, va bene, facciamo che gli concendono un'ora.oppure che gli danno l'insegnante di sostegno per due ore un giorno si e uno no.
Questo è un esempio empirico, ma lo Stato non passa mai un insegnante di sostegno per più della metà del tempo che un bambino disabile passa a scuola.
Immaginatevi cosa succede se il bambino ha una disabilità di tipo ambulatorio, oppure una di tipo psichico. E' ovvio che se non c'è l'insegnante di sostegno presente in parecchi casi i bambini non possono restare a scuola.
A questo punto interviene il Comune che di tasca sua paga una cooperativa perché mandi, al prezzo più basso possibile qualcuno ad assistere il bambino.
Molto spesso il Comune non riesce a coprire comunque tutto l'orario scolastico e allora cosa succede? Interviene la famiglia che, pur di aiutare il proprio bambino paga di tasca sua un'insegnante di sostegno per le restanti ore di scuola del bambino.
Molto spesso le persone che compongono questa girandola di insegnati di sostegno sono poco qualificate, o lo sono per handicap diversi da quelli del bambino che devono assistere, o se ne vanno dopo poco perché trovano un altro lavoro o una supplenza o qualsiasi altra cosa.
Questa è la situazione attuale, anzi, l'istinto mi dice che è persino peggiore..
Si tratta di una serie di argomenti che comunque si devono approfondire, perché questo sabato li abbiamo affrontati solo in modo parziale.
Ne parleremo ancora, sempre stando dalla parte dei bambini e di mamma e papà.
Maramao è comunque andato in onda come al solito, con me come conduttrice dello spazio che radio Padania concede ai genitori e ai bambini che si riconoscono nei principi ispiratori della nostra associazione, gli Orsetti padani.
I temi questa volta erano generici e andrebbero approfonditi uno ad uno, Abbiamo parlato di amore dei bambini, di insegnanti di sostegno e di insegnanti che devono affrontare gravi problemi come quello di insegnare in classi composte da bambini che appartengono a molte etnie differenti e che sono qualche volta a anche portatori di handicap fisici, psicologici o psichiatrici.
Parliamo prima dell'amore dei bambini: "che bello portare la vita dentro di sè" dice la canzone Madre Terra che usiamo spesso come sigla della nostra trasmissione. In effetti è vero, portare la vita dentro di sè è una esperienza che sa di miracoloso. Si può dire centinaia di volte che le donne che diventano madri sono tante che tantissime partoriscono, ma è inutile. Quando capita a noi di avere un figlio, quello che nasce è il primo bambino apparso sulla terra. Non è uguale agli altri; possiamo far anche finta di essere democratiche e dire che anche gli altri bambini sono un miracolo di bellezza e bravura, ma sappiamo che non è vero, e che il nostro bambino supera tutti gi altri. Siamo madri, tutte, anche quelle adottive, e il nostro amore e orgoglio va oltre il comprensibile.
Un amore che coinvolge anche papà. perché come si diceva in Radio, se l'amore di un bambino per la mamma è esclusivo e dipende tantissimo anche dal bisogno della madre che ha il bambino, in fatto di cibo e di cure, e di rassicurazioni, l'amore che il bambino prova per il papà è il primo affetto concesso per libera scelta. Un bambino non è obbligato ad amare suo padre: lui non sa di latte, non ha le tette, non sempre cambia i pannolini e non sempre coccola la notte, e certe volte non ha nella voce quella nota particolare che la natura dona a chi diventa madre. Perciò si può dire che un bambino ama il papà per un suo atto di libera scelta.
Ieri a Torino, alla manifestazione della lega nord contro l'immigrazione clandestina, una papà mi ha detto che si è sentito molto felice per queste parole e finalmente "riscattato" dal riconoscimento del suo lavoro di padre.
Il secondo argomento di cui abbiamo parlato è stata la riapertura dell'asilo nido degli Orsetti padani. Una cosa importantissima di cui parleremo anche in un altro post apposito, perchè a Milano c'è una lista d'attesa per il posto nido composta da più di mille bambini, in cui i bambini milanesi, cioè residenti a Milano, sono i più penalizzati: in questa situazione drammatica in cui l'assessore Capelli non sa cosa fare, la Lega Nord regala al quartiere di Affori 12 posti nido, a prezzo scontato in va Colombi. Un piccolo nido con giardino, come ce ne sono pochi a Milano perfettamente attrezzato e che ha ancora le iscrizioni aperte. Si tratta del nido degli Orsetti padani.
Il terzo argomento, molto importante e che merita un ulteriore approfondimento è quello delle classi scolastiche con troppi bambini stranieri, e troppi bambini disabili e delle insegnanti di sostegno.
Non tutti sanno che anche se la scuola è statale, lo Stato non passa l'insegnante di sostegno per tutto il tempo che un bambino con problemi passa a scuola. Anzi, in questi casi si arriva a dei paradossi senza senso in cui le ore dell'insegnate di sostegno statale sono spesso concesse in modo proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta del bambino.
Un esempio di come funziona il ssitema potrebbe essere questo: ad un bambino è stato riconosciuto il 10% di invalidità e il diritto ad avere un programma scolastico personalizzato per poter arrivare ai livelli degli altri con tempi suoi compatibili con il suo handicap. E' inserito in una classe con altri 19 bambini della sua età con 6 bambini stranieri che non conoscono l'italiano. si tratta di una classe che rispetta le regole, cioè non più del 30 % di bambini stranieri per classe e non più di 20 alunni in una classe che comprende un bambino diversamente abile.
Al bambino, per poter portare avanti il suo programma personalizzato è assegnata un'insegnante di sostegno. per il 10% del tempo che trascorre a scuola, dato che ha una invalidità del 10%, cioè 48 minuti al giorno, va bene, facciamo che gli concendono un'ora.oppure che gli danno l'insegnante di sostegno per due ore un giorno si e uno no.
Questo è un esempio empirico, ma lo Stato non passa mai un insegnante di sostegno per più della metà del tempo che un bambino disabile passa a scuola.
Immaginatevi cosa succede se il bambino ha una disabilità di tipo ambulatorio, oppure una di tipo psichico. E' ovvio che se non c'è l'insegnante di sostegno presente in parecchi casi i bambini non possono restare a scuola.
A questo punto interviene il Comune che di tasca sua paga una cooperativa perché mandi, al prezzo più basso possibile qualcuno ad assistere il bambino.
Molto spesso il Comune non riesce a coprire comunque tutto l'orario scolastico e allora cosa succede? Interviene la famiglia che, pur di aiutare il proprio bambino paga di tasca sua un'insegnante di sostegno per le restanti ore di scuola del bambino.
Molto spesso le persone che compongono questa girandola di insegnati di sostegno sono poco qualificate, o lo sono per handicap diversi da quelli del bambino che devono assistere, o se ne vanno dopo poco perché trovano un altro lavoro o una supplenza o qualsiasi altra cosa.
Questa è la situazione attuale, anzi, l'istinto mi dice che è persino peggiore..
Si tratta di una serie di argomenti che comunque si devono approfondire, perché questo sabato li abbiamo affrontati solo in modo parziale.
Ne parleremo ancora, sempre stando dalla parte dei bambini e di mamma e papà.
lunedì 6 settembre 2010
La politica e i bambini.
Ogni tanto i politici si lanciano da una parte all’altra l’accusa di utilizzare i bambini per farsi propaganda. In effetti, una volta, quando i politici erano ingessati e impettoriti e talmente lontani dalla gente da non mostrare mai in pubblico attimi di “normalità”, la scelta di farsi fotografare con un bambino era la classica furbata per diventare simpatico e raccogliere voti fra la gente normale.
Oggi genitori e bambini sono parecchio più svegli e di certo non è sufficien una foto con un bambino per rendere simpatico un politico.
Oggi il rapporto dei bambini con la politica è molto più reale e concreto e spesso sono proprio i bambini a essere dei giudici implacabili. La strumentalizzazione dei bambini, oggi, avviene per vie traverse: non più dai politici quanto dai sostenitori dei politici, che cercano di sfruttare la tenerezza che ispirano i piccoli per creare movimenti più o meno di massa a sostegno di un’idea o di un interesse particolare. Difatti abbiamo visto le manifestazioni di bambini per o contro la scuola.
Io la vedo in un modo abbastanza particolare. Per prima cosa, sono convinta che i bambini debbano poter andare dove vanno loro genitori e che devono crescere con l’idea che chi fa il politico, o sale su un palco a parlare non è un essere inavvicinabile e bravo solo perché è su un gradino invece che sul pavimento. I bambini, per me, possono andare alle manifestazioni politiche senza paure e senza additamenti, ma devono essere rispettate alcune regole, che poi come al solito sono quelle del buon senso. Niente manifestazioni violente, niente posizioni particolari per i più piccoli, ad esempio in cima o in coda alle manifestazioni, ma devo essere tenuti al centro del corteo per evitare magari qualche problema. Devono essere sempre con i loro genitori, che sono gli unici che hanno diritto a chiedere loro di dire uno slogan o sventolare una bandierina. Questo perché a papà o alla mamma, e anche ai nonni, si può dire di "no", con loro si può frignottare e a loro i bambini possono chiedere di andare a casa se si annoiano.
Diciamolo chiaramente: i bambini alle manifestazioni politiche si annoiano se non vi sono delle attività “parallele”. I bambini sono anche in grado di dire a mamma e papà quando è ora di andare a casa. Quindi, un buon movimento che si rivolge alle famiglie sa quanto è importante curare che i suoi eventi siano anche a “misura di bambino”; non per strumentalizzare i piccoli, ma per intrattenerli.
Qualunque genitore sa che se gli interessa la politica deve trovare il modo di intrattenere suo figlio se vuole partecipare attivamente.
La Lega è fatta soprattutto di famiglie, spesso marito e moglie condividono la stessa passione e la stessa voglia di fare, ecco perché, da questo punto di vista, la lega nord organizza sempre, durante i suoi eventi e le feste, lo spazio per i bambini. Non per sfruttare, ma per necessità.
Oggi genitori e bambini sono parecchio più svegli e di certo non è sufficien una foto con un bambino per rendere simpatico un politico.
Oggi il rapporto dei bambini con la politica è molto più reale e concreto e spesso sono proprio i bambini a essere dei giudici implacabili. La strumentalizzazione dei bambini, oggi, avviene per vie traverse: non più dai politici quanto dai sostenitori dei politici, che cercano di sfruttare la tenerezza che ispirano i piccoli per creare movimenti più o meno di massa a sostegno di un’idea o di un interesse particolare. Difatti abbiamo visto le manifestazioni di bambini per o contro la scuola.
Io la vedo in un modo abbastanza particolare. Per prima cosa, sono convinta che i bambini debbano poter andare dove vanno loro genitori e che devono crescere con l’idea che chi fa il politico, o sale su un palco a parlare non è un essere inavvicinabile e bravo solo perché è su un gradino invece che sul pavimento. I bambini, per me, possono andare alle manifestazioni politiche senza paure e senza additamenti, ma devono essere rispettate alcune regole, che poi come al solito sono quelle del buon senso. Niente manifestazioni violente, niente posizioni particolari per i più piccoli, ad esempio in cima o in coda alle manifestazioni, ma devo essere tenuti al centro del corteo per evitare magari qualche problema. Devono essere sempre con i loro genitori, che sono gli unici che hanno diritto a chiedere loro di dire uno slogan o sventolare una bandierina. Questo perché a papà o alla mamma, e anche ai nonni, si può dire di "no", con loro si può frignottare e a loro i bambini possono chiedere di andare a casa se si annoiano.
Diciamolo chiaramente: i bambini alle manifestazioni politiche si annoiano se non vi sono delle attività “parallele”. I bambini sono anche in grado di dire a mamma e papà quando è ora di andare a casa. Quindi, un buon movimento che si rivolge alle famiglie sa quanto è importante curare che i suoi eventi siano anche a “misura di bambino”; non per strumentalizzare i piccoli, ma per intrattenerli.
Qualunque genitore sa che se gli interessa la politica deve trovare il modo di intrattenere suo figlio se vuole partecipare attivamente.
La Lega è fatta soprattutto di famiglie, spesso marito e moglie condividono la stessa passione e la stessa voglia di fare, ecco perché, da questo punto di vista, la lega nord organizza sempre, durante i suoi eventi e le feste, lo spazio per i bambini. Non per sfruttare, ma per necessità.
Etichette:
12 settembre,
lega nord,
orsetti padani,
venezia
Iscriviti a:
Post (Atom)

