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domenica 22 dicembre 2013

E festa di Natale fu. Ora si va in replica a Santo Stefano

La Festa di Natale è stata stupenda. 3 ore di diretta radiofonica con i bambini e in compagnia di alcuni dei conduttori, al mamme i papà i nonni e gli zii  Grazia Maria Raimondi, Roberto Brivio, Vicent di Maio, io, e poi Antonio, Elena, Claudia e Massimo, Simona, Deborah, Rosa ecc ecc, della radio è una di quelle esperienze che mi fanno amare intensamente questa grande famiglia anche se fisicamente quasi mi distruggono dalla fatica.
Tutto si è svolto come da programma compreso lo scartariccio radiofonico dei regali che Gesù bambino ha portato a Radio Padania libera. Con quella di sabato 21  dicembre sono 13 anni che gli orsetti padani, organizzano in stretta collaborazione con Radio Padania libera, la Festa di Natale con i bambini in studio.
Non vi posso mostrare le fotografie che abbiamo fatto; le stiamo facendo girare solo fra i genitori e qualcuno dei nostri amici. Mi piacerebbe moltissimo mostrarvele, sono molto belle, ma i conduttori sono minorenni e hanno diritto alla loro privacy. Ve le mostrerò quando saranno abbastanza cresciuti da risultare irriconoscibili se non hai loro genitori.
Sapete, non è solo per la privacy, ma è anche perchè non siamo ancora liberi e la spontaneità,  la grande esperienza di partecipare ad un programma radiofonico di radio Padania libera e la gioia dei piccoli potrebbe istigare l'invidia e il mal di pancia di alcuni che non amano né la Padania né la nostra radio, per cui, siccome preferisco prevenire e proteggere piuttosto che rimediare, le foto dei bambini rimangono a disposizione solo dei loro genitori, che potranno fare come preferiscono.
Vi dico solo i loro nomi: Kilian, Andrea, Angelica, Silvia, Sofia, Alice, Alice, Samuele, Manuel e anche Alessandro. Sono stati bravissimi e hanno raccontato la loro vita e dei loro giocattoli e delle loro passioni. Anche nonni, zii e genitori hanno partecipato attivamente. Anche da casa. Purtroppo Angelo e Sofia, che dovevano partecipare, hanno avuto un imprevisto, ma recupereranno la prossima volta che si potrà.
Chi non ci ha ascoltato potrà farlo il giorno di Santo Stefano, il 26 dicembre, dalle 9 alle12 del mattino in replica.

C'è una cosa che non dico mai abbastanza:
Quando 14 anni fa chiesi, all'allora direttore di Radio Padania libera Matteo Salvini, lo spazio in radio, lo chiesi per gli Orsetti padani, e mi fu concessa un mezz'ora a settimana per i bambini e per i genitori. Insomma, è da allora che quella mezz'ora è a disposizione dei bambini e delle loro mamme e dei papà, e la cosa funziona in questo modo: se ci sono dei bambini che vogliono venire in radio, la trasmissione la conducono loro, se non ci sono parlo io che non sono più una bambina ma ne faccio spesso le veci.
Quando i bambini sono in diretta scelgono loro l'argomento di cui si parla e noi grandi ci adeguiamo, quando sono sola in studio gli argomenti sono quelli che interessano il mondo dei genitori. Facile , no?

mercoledì 27 novembre 2013

I giocatoli del Facciamo Cambio



Parliamo dell'8 dicembre, perchè ad Ossona, in provincia di Milano come ogni anno l'associazione degli Orsetti padani prepara Polenta e Zola a mezzogiorno, mentre durante la giornata faremo il banchetto del Facciamo cambio: il libero baratto di giocattoli.
Il facciamo cambio è un semplice modo per combattere la crisi dal punto di vista dei bambini. Si porta un giocattolo di cui ci si è stufati e se ne prende uno che non si è mai visto.
Durante la trasmissione ho parlato molto di questa iniziativa che l'associazione Orsetti Padani prepara già da molti anni.
Poi in 5 minuti abbiamo parlato di continuità didattica, ma è stato solo un accenno: è un argomento importante che riprenderemo. In breve, abbiamo parlato del grande potere che le insegnanti hanno sui bambini quando si passa da una classe all'altra e quando cambiano ciclo di studi.
Sabato prossimo, oltre a parlare della polenta e zoal di Ossona, riprenderemo questo argomento.
A proposito, per iniziare il gazebo ci servono giocattoli. Se volete cominciare a portarli, chiamatemi al telefono degli Orsetti padani tel.: 3381900487
adesso, come in trasmissione vi dico Ciao ciao, e vi do appuntamento a Sabato prossimo con Maramao sulle onde di Radio Padania Libera.
Buona Padania.

lunedì 18 novembre 2013

Un punto di vista su affidamento e adozioni ai gay

Durante la trasmissione degli Orsetti padani su radio Padania Libera di questa settimana abbiamo affrontato, con chi ascoltava Maramao, due argomenti difficili: uno era ancora la stramberia di numerare i genitori 1 e 2 di cui avevamo già parlato ma che è tornata un'altra volta di moda perché una scuola si è vantata di usare il sistema da anni.
A me la questione fa un po' ridere perchè, persino quando ero piccola io, sui libretti delle assenze c'era scritto in due righe diverse "firma del genitore o di chi ne fa le veci". Non vi è nulla di strano nè di particolare. L'unica cosa ridicola e cercare di trasformare una dicitura comune in un momento di lotta per un diritto.
E' un po' come se si facesse un lotta per ottenere gli assegni familiari ( esempio che faccio a caso) e poi quando qualcuno fa notare che ci sono già, ci si mettesse a gridare:" Abbiamo vinto"
Viene da ridere.
La cosa però non deve degenerare perché la faccenda del genitore 1 e genitore 2 sembra aprire la strada alla possibilità di continuare la numerazione, e questa è una cosa che non va bene. Ci sono alcuni infatti che cercano la possibilità di condividere la patria podestà di figli avuti da un primo matrimonio con un secondo compagno o compagna.
Sia che la motivazione sia inconsapevole o meno,il risultato sarebbe uguale: porterebbe all'esclusione di fatto del genitore non convivente dalla vita dei figli, a favore di un genitore numero 3 che ne prenderebbe di fatto il posto.  Insomma, quello cui sono contraria è il numero tre: cioè che un bambino si trovi ad avere legalmente tre genitori con patrie podestà condivise e questo vale sia per le coppie gay, ma soprattutto per le coppie etero di fatto, in cui magari dei genitori separati e che formano una nuova coppia tentano di estromettere il genitore non più convivente dalla vita dei figli, sostituendolo con il nuovo compagno.

Riguardo al secondo argomento ho un mio modo di vedere forse più articolato rispetto al tema generale e magari anche originale. So che un mio difetto è la caccia al particolare, ma credo che sia importante sottolineare alcune cose.
Sia chiaro, sono contraria all'adozione generica da parte delle coppie gay, ma lo sono anche per quella da parte delle coppie etero troppo anziane o che desiderano troppo intensamente un figlio, sono anche abbastanza contraria a trasferire i bambini da un posto all'altro ( nel caso dell'adozione internazionale) se non in casi particolari, o quando sono molto piccoli. 
Sono fermamente convinta che l'adozione debba essere fatta su misura del bambino, e non su misura dei genitori e che la nuova situazione deve essere il più vicina possibile a quella della vecchia famiglia. A parte casi particolari, i bambini dovrebbero essere adottati da parenti, o dai padrini del battesimo e della cresima, se i genitori erano religiosi. Insomma devono rimanere nella loro cultura e nel loro ambiente, se questo gli garantisce l'affetto di cui hanno bisogno. E se fra parenti dei genitori ci sono dei gay, uno zio o una zia, cui il bambino vuol bene e che vogliono bene a quel dato bambino, non ci sono controindicazioni, una volta che il tribunale, come fa in tutti i casi di affido e adozione (in qualsiasi situazione), ha controllato che dal punto di vista morale e di vita sia tutto in ordine.

Dell'Affido invece vorrei dire che che bisogna sempre ricordare che non è l'adozione; anzi, se si sceglie e si diventa genitori affidatari, cioè coppie o famiglie che danno al loro disponibilità ad accogliere dei bambini la cui famiglia è temporaneamente in difficoltà, non si può essere famiglie che chiedono l'adozione.
C'è una enorme differenza fra l'affidamento pre-adottivo e l'affidamento temporaneo . Chi fa da famiglia affidataria temporanea, rinuncia consapevolmente alla possibilità dell'adozione nell'interesse delle famiglie dei bambini. 
Anche gli affidi si fanno prima in famiglia e solo quando si sono escluse tutte le possibilità di restare all'interno dei  rapporti e legami,ci si rivolge a delle famiglie estranee. IL motivo è sempre lo stesso, cercare di evitare ai bambini situazioni traumatizzanti e permettere loro continuare la loro vita in modo che i problemi dei genitori siano il meno influenti possibile sulla loro crescita. Quindi una coppia gay, se fa una vita adatta ad ospitare seguire temporaneamente un bambino e se il legame con la famiglia di origine è tale per cui il bambino si sente al sicuro con loro, non ci sono controindicazioni a priori al fato che abbiano il bambino in affidamento. 
Questo però non rende la coppia gay adatta a diventare affidatari, cioè una di quel gruppo di estranei cui sono affidati i bambini che non hanno trovato all'interno dl loro alveo parentale qualcuno in grado di accoglierli.

Io non so bene cosa sia successo a Bologna al di là di quello che è stato scritto da giornali o dai media delle associazioni gay che hanno pensato di dar risalto al fatto che un bambina sarebbe stata data in affidamento temporaneo a una coppia gay.

Questo non l'ho detto durante la trasmissione, però lo dico adesso. Il fatto è stato divulgato e giustamente ha avuto le risposte che tale divulgazione meritava, ma è stato un gravissimo errore. I motivi sono molti: un di questi è che, se le cose sono andate come sono state raccontate, se per quella data bambina era stata trovata una soluzione soddisfacente e non traumatizzante affidandola a degli amici di famiglia gay, ora dopo il clamore il giudice potrebbe ripensarci, perché la bambina sarà identificabile e perché parleranno di lei. Quindi la diffusione della notizia si tramuterà in ogni caso in un danno per la bambina. 
Un altro motivo è che la notizia ha scandalizzato moltissimo perché spiegata male, e ora tutti pensano che i giudici siano matti. Soprattutto lo penseranno quelle persone che sono in attesa di essere giudicate idonee all'adozione. 
Quindi questa notizia danneggerà anche loro e il rapporto di fiducia che deve instaurarsi fra tutti quelli che collaborano alla riuscita di una adozione, che come si è già detto non è una cosa facile e può anche fallire.

giovedì 31 ottobre 2013

Buon Samonios e Buona festa dei Santi e dei Morti ( che sono poi la stessa cosa) a tutti!

Sono tremendamente in ritardo. Non mi piace cercare scuse ma confesso di essere stata tentata di dire che ho aspettato a pubblicare il post fino alla notte del 31 ottobre per poter fare una bella descrizione dei significati della notte di Samonios. Non è così. Sono proprio in ritardo perchè la settimana è stata lunga e difficile e non ho avuto tempo per pubblicar il post e il video della trasmissione.
Come vedete le registrazioni Youtube delle trasmissioni di Rpl sono tornate online. Diventiamo sempre più bravi. Anzi, lo diventano i registi che ora hanno un compito in più oltre a seguire le trasmissioni di Radio Padania.
Vorrei raccontare perché questa settimana è stata difficile: sono successe due o tre cose che mi hanno creato problemi. La prima e più importante è che lunedì sono dovuta andare al mio paese, Santa Lucia di Quistello, in provincia di Mantova a vedere come sta la mia zietta, che vive lì e stà affrontando da sola tutti i disagi del terremoto che ha colpito anche la nostra casa di famiglia
Ve lo dico adesso e lo dirò anche settimana prossima anche se non è proprio un argomento da Orsetti padani: noi mantovani continuiamo a pagare le accise della benzina con la quota per il terremoto del Belice, ma per le nostre case lo stato italiano ha fatto meno di niente, non un soldo, non un finanziamento. Una cosa che grida guerra e offende profondamente. Se non lo avessi già saputo da 25 anni, dopo questa esperienza sarei certa dell'ingiustizia profonda dell'esistenza dello stato italiano.

Poi c'è un'altra cosa che questa settimana mi ha creato qualche guaio, anche se certamente non allo stesso livello di preoccupazione e arrabbiature che mi hanno procurato le vicende legate al terremoto mantovano.
Dallo scorso luglio i giornali della mia zona hanno cominciato a pubblicare una falsa notizia di una mia ( falsa) espulsione dalla Lega nord...
Ovvio che la cosa mi ha fatto molto arrabbiare: so di avere delle debolezze. Una di questa è quella piccola tesserina da som della lega nord che ho da 14 anni e mezzo. Persino il momento in cui mi è stato chiesto di entrare a far parte dei soci attivi della lega, nel 1998, è impresso nella mia mente. Ero già una delle mamme degli orsetti padani e la politica non mi piaceva, ma la lega nord mi aveva conquistata sin dal 1990, perchè vi trovavo persone che avevano il mio stesso modo di pensare e di vedere.
Quindi , quando me lo chiesero, con un giro di parole del genere " Senti, sappiamo che sei negli orsetti padani, che collabori con Radio Padania, partecipi sempre a tutte le manifestazioni e alle iniziative, ma non sei tesserata. Posso chiederti come mai? forse è una scelta....
" Come mai? Non lo so, nessuno me lo ha mai chiesto"
" E se ti proponessi di fare la tessera da militante? non ti sentire obbligata, ma se fai così tanto, perchè non tesserarsi?
Ceto che voglio la tessera: cosa devo fare per essere militante?
" compilare questa domanda"
Presa compilata e consegnata.
"Ecco fatto. quando mi dai la tessera?
Ci misero quasi un anno a passare la mia militanza, seguendo tutte le regole: nemmeno quelli erano momenti facili. Finalmente nel novembre del 1999 ebbi la mia tesserina e ne sono sempre stata particolarmente orgogliosa.
Insomma, ve lo dico semplicemente.
Se qualcuno tocca la mia tessera, lo fulmino. E' la mia debolezza. Sono affezionata a quei cartoncini.
E i giornali mi hanno fatto arrabbiare.
E siccome pare che da arrabbiata io sia particolarmente buffa, Il nostro regista Roberto Colombo ha voluto darmi una mano testimoniando che, eh beh, sono ancora qui e ancora con la mia tessera Som Lega nord pura e senza macchie.

Adesso però ascoltate la trasmissione in cui parlo delle nostre iniziative di mamme e papà padani e Buon Samonios a tutti!

domenica 13 ottobre 2013

Radio Padania libera, Maramao: la Scuola e i bambini diversamente abili

Questa settimana il servizio di youtube per le registrazioni delle trasmissioni di Radio Padania libera ha avuto qualche problema. Siamo ancora in fase di sperimentazione e può capitare. Siamo abituati ad imparare e a migliorarci continuamente e quindi abbiate pazienza. Riprenderemo con le registrazioni video di Maramao il prima possibile.
Maramao è comunque andato in onda come al solito, con me come conduttrice dello spazio che radio Padania concede ai genitori e ai bambini che si riconoscono nei principi ispiratori della nostra associazione, gli Orsetti padani.
I temi questa volta erano generici e andrebbero approfonditi uno ad uno, Abbiamo parlato di amore dei bambini,  di insegnanti di sostegno e di insegnanti che devono affrontare gravi problemi come quello di insegnare in classi composte da bambini che appartengono a molte etnie differenti e che sono qualche volta a anche portatori di handicap fisici, psicologici o psichiatrici.
Parliamo prima dell'amore dei bambini: "che bello portare la vita dentro di sè" dice la canzone Madre Terra che usiamo spesso come sigla della nostra trasmissione. In effetti è vero, portare la vita dentro di sè è una esperienza che sa di miracoloso. Si può dire centinaia di volte che le donne che diventano madri sono tante che tantissime partoriscono, ma è inutile. Quando capita a noi di avere un figlio, quello che nasce è il primo bambino apparso sulla terra. Non è uguale agli altri; possiamo far anche finta di essere democratiche e dire che anche gli altri bambini sono un miracolo di bellezza e bravura, ma sappiamo che non è vero, e che il nostro bambino supera tutti gi altri. Siamo madri, tutte, anche quelle adottive, e il nostro amore e orgoglio va oltre il comprensibile.
Un amore che coinvolge anche  papà. perché come si diceva in Radio, se l'amore di un bambino per la mamma è esclusivo e dipende tantissimo anche dal bisogno della madre che ha il bambino, in fatto di cibo e di cure, e di rassicurazioni, l'amore che il bambino prova per il papà è il primo affetto concesso per libera scelta. Un bambino non è obbligato ad amare suo padre: lui non sa di latte, non ha le tette, non sempre cambia i pannolini e non sempre coccola la notte, e certe volte non ha nella voce quella nota particolare che la natura dona a chi diventa madre. Perciò si può dire che un bambino ama il papà per un suo atto di libera scelta.
Ieri a Torino, alla manifestazione della lega nord contro l'immigrazione clandestina, una papà mi ha detto che si è sentito molto felice per queste parole e finalmente "riscattato" dal riconoscimento del suo lavoro di padre.

Il secondo argomento di cui abbiamo parlato è stata la riapertura dell'asilo nido degli Orsetti padani. Una cosa importantissima di cui parleremo anche in un altro post apposito, perchè a Milano c'è una lista d'attesa per il posto nido composta da più di mille bambini, in cui i bambini milanesi, cioè residenti a Milano, sono i più penalizzati: in questa situazione drammatica in cui l'assessore Capelli non sa cosa fare, la Lega Nord regala al quartiere di Affori 12 posti nido, a prezzo scontato  in va Colombi. Un piccolo nido con giardino, come ce ne sono pochi a Milano perfettamente attrezzato e che ha ancora le iscrizioni aperte. Si tratta del nido degli Orsetti padani.

Il terzo argomento, molto importante e che merita un ulteriore approfondimento è quello delle classi scolastiche con troppi bambini stranieri, e troppi bambini disabili e delle insegnanti di sostegno.
Non tutti sanno che anche se la scuola è statale, lo Stato non passa l'insegnante di sostegno per tutto il tempo che un bambino con problemi passa a scuola. Anzi, in questi casi si arriva a dei paradossi senza senso in cui le ore dell'insegnate di sostegno statale sono spesso concesse in modo proporzionale alla percentuale di invalidità riconosciuta del bambino.
Un esempio di come funziona il ssitema potrebbe essere questo: ad un bambino è stato riconosciuto il 10% di invalidità e il diritto ad avere un programma scolastico personalizzato  per poter arrivare ai livelli degli altri con tempi suoi compatibili con il suo handicap. E' inserito in una classe con altri 19 bambini della sua età con 6 bambini stranieri che non conoscono l'italiano. si tratta di una classe che rispetta le regole, cioè non più del 30 % di bambini stranieri per classe e non più di 20 alunni in una classe che comprende un bambino diversamente abile.
Al bambino, per poter portare avanti il suo programma personalizzato è assegnata un'insegnante di sostegno. per il 10% del tempo che trascorre a scuola, dato che ha una invalidità del 10%, cioè 48 minuti al giorno, va bene, facciamo che gli concendono un'ora.oppure che gli danno l'insegnante di sostegno per due ore un giorno si e uno no.
Questo è un esempio empirico, ma lo Stato non passa mai un insegnante di sostegno per più della metà del tempo che un bambino disabile passa a scuola.
Immaginatevi cosa succede se il bambino ha una disabilità di tipo ambulatorio, oppure una di tipo psichico. E' ovvio che se non c'è l'insegnante di sostegno presente in parecchi casi i bambini non possono restare a scuola.
A questo punto interviene il Comune che di tasca sua paga una cooperativa perché mandi, al prezzo più basso possibile qualcuno ad assistere il bambino.
Molto spesso il Comune non riesce a coprire comunque tutto l'orario scolastico e allora cosa succede? Interviene la famiglia che, pur di aiutare il proprio bambino paga di tasca sua un'insegnante di sostegno per le restanti ore di scuola del bambino.
Molto spesso le persone che compongono questa girandola di insegnati di sostegno sono poco qualificate, o lo sono per handicap diversi da quelli del bambino che devono assistere, o se ne vanno dopo poco perché trovano un altro lavoro o una supplenza o qualsiasi altra cosa.
Questa è la situazione attuale, anzi, l'istinto mi dice che è persino peggiore..
Si tratta di una serie di argomenti che comunque si devono approfondire, perché questo sabato li abbiamo affrontati solo in modo parziale.
Ne parleremo ancora, sempre stando dalla parte dei bambini e di mamma e papà.


sabato 28 settembre 2013

Caro scuola e scuole private su radio Padania Libera

Da questa settimana cambiano un po' di cose. La rubrica degli Orsetti padani a Radio Padania Libera sarà pubblicata anche su Youtube, e sarà quindi possibile ascoltarle e vederla in differita.
Quando si fa una cosa da tanto termpo, e sono ben 13 anni che parlo di bambini e di genitori dalle onde di radio Padania Libera si hanno alti e bassi nell'entusiasmo. E se era un periodo ch emi chiedevo cosa c'era da raccontare ai genitori degli Orsetti padani, questa novità degli Hangout Google e delle dirette su youtube mi ha galvanizzato e aiutato riprendere in mano, dopo l'estate, tutti i contenuti, con dei nuovi progetti.
D'ora in poi sarà una trasmissione sempre galvanizzante, in cui si parlerà di problemi dei genitori, si parlerà dei bambini con i bambini, e (perchè no?) i racconterà anche quella bella favola delle nostre, quando capiterà l'occasione. 
Questa settimana abbiamo toccato tre problemi importanti, che andranno comunque approfonditi. La questione del caro scuola per le scuole medie e le scuole elementari, la questione del costo che hanno le case famiglia quando i bambini sono allontanati dai loro genitori, la questione del costo della scuola pubblica rispetto alla scuola privata. I tre argomenti, che andrebbero ampliati ancora di più, sono stati appena appena accennati. Continueremo nelle prossime settimane sempre su radio Padania Libera

giovedì 30 dicembre 2010

Il 5 gennnaio in diretta Festa di Natale a Radio Padania, anzi Festa dell'Epifania

Il 5 gennaio dalle 10 del mattino i bambini invaderanno gli studi di Radio Padania libera per fare gli auguri di Buon Natale e di buon anno agli ascoltatori in diretta e per assistere all'arrivo di Gesù Bambino e , in questo caso, della Befana.
La tradizione si ripete oramai da parecchi anni: i più piccoli diventano i padroni della diretta e per un'oretta conducono la trasmissione e divertendosi e scambiandosi auguri con gli ascoltatori.
E' un momento che ha molte valenze. Non è facile per i bambini avere a che fare con i mass media e vederne uno stando dall'altra parte della postazione non è una cosa da tutti i giorni, però è una cosa che può insegnare molto.
Per prima cosa alleggerisce l'influenza che la tv ha su di loro. Se anche loro hanno potuto guardare le cose dall'altro punto di vista, vedere "come funziona", se la loro voce ha potuto arrivare lontano, cominceranno a vedere anche la televisione come qualcosa di molto meno magico di prima.
La radio poi, specie Radio Padania, ha un suo fascino particolare.
RPL è si una radio politica, ma molto differente dalle altre radio politiche.
Non si parla solo di politica e non c'è nessun intento propagandistico, ma attraverso la radio vi è il contatto reale con gli ascoltatori, come se attraverso l'etere si stendesse una mano per stringere le altre senza porsi troppe domande.
Nel caso della festa di Natale dei bambini questa sensazione è ancora più forte.
Si parlerà quindi di doni, di giocattoli, di alberi e di presepi, di canzoni, e dell'Epifania, dei Re Magi  e si lascerà parlare i bambini
Partecipare è semplice. Si telefona in regia, allo 02.66.20.35.29 oppure allo 338 1900487 e si lascia il nome del bambino, la sua età e un numero di telefono poi il 5 gennaio ci si reca negli studi di Radio Padania Libera a Milano, in via Carlo Bellerio 41.
Vi aspetto.

Gift animata proveniente da : merryxmas

sabato 28 agosto 2010

Ritorniamo a riflettere un momento sul confronto tra pannolini: il costo dello smaltimento rifiuti

Ne abbiamo parlato anche questa mattina su Radio Padania libera, anche se si è trattato solo di accenni, dopo la lettura e discussione dei commenti del gruppo di mamme pro-pannolini riutilizzabili che è avvenuta nel post precedente,
Secondo me la questione ha dei lati che vanno valutati uno ad uno.
Abbiamo affrontato quello dell’economicità delle scelte dal punto di vista delle famiglie e abbiamo visto che nulla al momento può battere, come prezzo, i pannolini tradizionali in plastica..
Come pensavo, la nostra pediatra, la dottoressa Anna Petraglia, che conduce con me la rubrica “Confetti di Pediatria” è rimasta leggermente perplessa dall’idea di lavare i pannolini a 30° senza disinfettarli abbondantemente,e mi ha promesso che si informerà meglio, ma ha fatto notare che le nostre nonne dopo aver lavato i patelli in acqua quasi fredda ( perché non avevano altro) li mettevano a mollo in acqua e candeggina per disinfettarli, poi li sciacquavano e quindi li stendevano aspettando anche tre giorni prima di utilizzarli di nuovo. Mi ha anche confermato che un po’ di bicarbonato non basta a distruggere i funghi e i batteri che possono annidarsi nel patello. A quel punto non ho parlato dell’idea di scambiare i pannolini fra bambini che siano o meno fratelli. L’avrei scandalizzata (come mi sono scandalizzata io). Comunque riprenderemo la questione igienica, che mi sembra molto importante, in seguito, quando la nostra Anna ci darà dei ragguagli più precisi.

Laura invece ha detto chiaramente che non ci pensa nemmeno ad usare i patelli riutilizzabili perché ha avuto anche tre dei suoi cinque bambini che usavano il patello contemporaneamente e, arrivando a doverli cambiare anche tre volte al giorno e non avendo lavandaie al suo esclusivo servizio, sarebbe stato un inferno e che vedrà invece di informarsi sui patelli alla polenta ( quelli in miter-bi) perché le sono simpatici.

Quello che invece mi interessa molto chiarire è la questione ecologica e ambientale.
Ne faccio un discorso generale dal punto di vista della gestione del rifiuto da parte dei comuni:

Prendiamo i patelli usa e getta tradizionali e diciamo che, se si fa la raccolta differenziata, pur essendo composti di plastica e sporchi di materiale organico, è necessario metterli nel sacco del rifiuto secco ( o, come lo chiamano alcuni, indifferenziato) perché non si riesce a dividere la parte organica e umida, da quella di plastica.
A Milano, dove non usiamo le discariche ma gli inceneritori, la frazione di rifiuto secca è quella che viene bruciata e meno umido c’è in questo tipo di rifiuto più velocemente si raggiunge nel forno del’inceneritore la temperatura ideale in cui non si produce più diossina. Quindi meno rifiuto umido si trova nel cumulo dell’indifferenziato meno si sporcano i filtri per la diossina e meno costi dovrà affrontare per sostituirli; questi minori costi dovrebbero tradursi in un minore costo per il comune di residenza per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato. Ovviamente non è un singolo pannolino che crea la situazione, ma trovare il sistema di diminuire la frazione umida apportata all'inceneritore dall’insieme di tutti i patelli usati dai bambini in una provincia può diventare importante per i costi della gestione dei rifiuti di ogni singolo comune.

I rifiuti organici, fra cui ci sono anche i sacchetti di mater-bi che si usano per la raccolta del rifiuto umido, seguono la strada del Compost. Sono cioè trattati in varie maniere per trasformarsi in modo naturale in “terra da coltura” e “concime”. Questo è il posto giusto per la cacca e la pipi dei bambini, che in questo modo rientrerebbe nel ciclo della natura senza creare inquinamenti diventando oltrettutto utile.
Un Comune che riesce ad aumentare considerevolmente la frazione umida del rifiuto che gestisce rispetto a quella secca, vede diminuire  i propri costi e di conseguenza quelli dei cittadini proprio perché il Compost è rivendibile come concime ( lo ripeto: dopo un trattamento).
Considerato il numero di patelli che si possono usare in un Comune, trasformare questa tipologia di rifiuto da secco a umido diventa davvero un “ottimo affare”.
Ed ecco il perché del mio interesse nei confronti dei pannolini in mater-bi di mais ( cioè i patelli alla polenta) altamente biodegradabili.
Da quello che ho capito dai siti internet che se ne occupano, la biodegradabilità di questo genere di pannolini va, al momento, dal 95% al 100%, percentuale che è equiparabile a quella del legno, che in una certa parte tende a fossilizzarsi, invece che a “sciogliersi” nel compost.

La riflessione che invece chiedo alle mamme pro-pannolini riutilizzabili, è sul modo in cui devono essere buttati i pannolini che utilizzano loro. Chiaramente, una volta che non si possono più riutilizzare per i troppi lavaggi e per i troppi riutilizzi questi pannolini vanno buttati nella frazione secca, e quindi inviati all’inceneritore. E vero che non essendo buttati quando contengono parti di materiali umidi non danno problemi di abbassamento della temperatura all’interno del forno (stiamo sempre parlando di grandi numeri), ma è anche vero che non è possibile riutilizzarli fino in fondo come invece succede con quelli usa e getta fatti con il mater-bi.

Mettendo sui piatti della bilancia i costi e i benefici fra pannolini “usa e getta” di mater-bi e pannolini riutilizzabili in plastica e cotone, mi sembra che la bilancia penda ancora molto a favore dei pannolini “usa e getta” di mater-bi, e che ai Comuni converrebbe di più incentivare l’utilizzo dei pannolini biodegradabili piuttosto di quelli riutilizzabili, anche perché l’operazione avrebbe molte più probabilità di riuscita visto che le mamme sono molto più ben disposte nei confronti degli “usa e getta” e si potrebbe intervenire con dei semplici sconti sulla Tarsu o sulla Tia (la tassa che serve ai comuni per pagare lo smaltimento dei rifiuti) tramite il regolamento comunale. Invece, un finanziamento fatto con un capitolo di bilancio ha bisogno di una entrata corrispondente e può essere solo di una grandezza determinata dalla disponibilità del bilancio comunale stesso, quindi potrebbe non essere sufficiente per tutti i richiedenti, se l’iniziativa ha successo.

martedì 10 agosto 2010

Primo post di presentazione

Ecco cosa può capitare alle mamme come me, quelle che s’impegnano con la politica, con il sociale, che si occupano di comunicazione e della famiglia. L’abitudine ad essere il più impersonale possibile, a dare poco peso alle proprie opinioni e ad ascoltare quelle degli altri, le fa diventare completamente astratte.
E' colpa di una frase professionale: “ricorda che alla gente non importa chi sei né quello che pensi tu. Per farti leggere o ascoltare devi sapere cosa pensano gli altri”.
Ecco, io credo di aver rispettato questa regola all’estremo. Nonostante io sia un’incontenibile chiacchierona dubito che ci sia qualcuno in giro che sappia quale è il mio colore preferito.
Va bene, so che tutti quelli che mi conoscono lo danno per scontato, il verde padano. Non vi dirò se è vero oppure no, certamente al verde sono affezionata, mi commuove il sole delle Alpi, ma i vestiti nel mio armadio sono prevalentemente di un altro colore.
E così, a forza di ascoltare e di ragionare su quello che ascolto, non ho nemmeno pensato a parlare di me sul blog che amministro.
Ho iniziato con le lamentele e con i consigli ai genitori. Proprio come faccio a radio Padania libera il sabato mattina.
Credo siano anni che non utilizzo la particella “io” quando scrivo o parlo.
Comunque, rimediamo.
Ecco qua.
Ciao a tutti, sono Ilaria Maria Preti, ho 47 anni e non so come ci sono arrivata. Un giorno ho compiuto 40 anni e il giorno dopo ne avevo 47.
Di me dicono che non dimostro la mia età: per forza, non me la sento. Faccio fatica anche io a rendermi conto di avere quasi 50 anni. Se dovessi darmi una età, direi che ho 30 anni. Cioè un’età all’inizio della maturità. L’età in cui le donne in carriera cominciano ad avere successo. Invece io a 30 anni ero occupata ad accudire due bambini e un marito, mi occupavo dell’oratorio del mio paese e avevo appena iniziato a frequentare la Lega Nord, che allora era ancora molto Lega Lombarda. Erano anni in cui si guardava la Lega con sospetto, ma io ero troppo curiosa e troppo ribelle per non esserne attratta.